C’è una cosa che chi corre la maratona di Roma per la prima volta scopre solo il sabato sera, quando ormai è tardi per rimediare: la logistica di questa gara è tutta concentrata in un fazzoletto di città largo poco più di un chilometro. Partenza, arrivo, expo, ritiro del pettorale, deposito borse. Tutto tra i Fori Imperiali e il Circo Massimo.
Se dormi lì dentro, la maratona di Roma diventa una delle gare più semplici da gestire al mondo. Se dormi fuori, ti ritrovi a fare i conti con navette, metropolitane affollate all’alba e strade chiuse proprio nel momento in cui avresti bisogno di muoverti in fretta.
Questa guida mette in fila tutto quello che serve sapere per organizzare il weekend: date, percorso, iscrizioni, ritiro pettorale, orari della mattina della gara, cosa succede dopo il traguardo e come far divertire chi ti accompagna mentre tu sei là fuori a fare i tuoi 42 chilometri.
Le date: sabato 13 e domenica 14 marzo 2027
La trentaduesima edizione della Acea Run Rome The Marathon si corre domenica 14 marzo 2027. Ma il weekend inizia il giorno prima, ed è una cosa da tenere presente quando prenoti il viaggio.
Sabato 13 marzo si corre la Water Fun Run – Saturday 5k, la stracittadina di cinque chilometri aperta a tutti: si parte dai Fori Imperiali e si arriva dentro il Circo Massimo. Non serve certificato medico agonistico, non c’è limite di età, si può camminare. È l’occasione perfetta per chi ti accompagna: mentre tu la domenica corri, il sabato potete correre insieme.
Domenica 14 marzo, oltre alla maratona, si corre anche la staffetta Acea Run4Rome: quattro frazioni da 11, 12,5, 8 e 10,695 chilometri, da affrontare in squadre di quattro persone, con una parte del ricavato destinata alle organizzazioni no profit del Charity Program.
Il consiglio pratico è arrivare a Roma già venerdì. Il sabato ti serve per ritirare il pettorale, fare due passi senza stancarti e mangiare con calma. Se atterri il sabato pomeriggio ti giochi tutto in poche ore, e non è il modo migliore di arrivare alla domenica mattina.
Il percorso: si parte dai Fori Imperiali, si arriva al Circo Massimo
La partenza è su via dei Fori Imperiali, con il Colosseo alle spalle. È probabilmente la griglia di partenza più fotografata del circuito internazionale, e non è un’esagerazione: ti allinei tra le colonne del Foro di Traiano e la Basilica di Massenzio, con la luce del mattino che taglia i lati della strada.
Da lì il percorso scende verso piazza Venezia e il Vittoriano, sfiora il Circo Massimo e prosegue verso sud, oltre la Piramide Cestia, fino alla Basilica di San Paolo fuori le Mura. Poi risale lungo il Tevere: il Lungotevere, l’Isola Tiberina, Castel Sant’Angelo e via della Conciliazione con la Basilica di San Pietro davanti agli occhi, che nelle ultime edizioni è stato uno dei passaggi più emozionanti dell’intera gara.
La seconda metà porta ancora più a nord, verso il Foro Italico e Ponte Milvio, per poi rientrare verso il centro attraversando piazza del Popolo, piazza di Spagna e piazza Navona. Gli ultimi chilometri ripercorrono la zona monumentale e si chiudono con l’arrivo dentro il Circo Massimo.
Sul piano tecnico è un percorso mosso ma non duro: nelle ultime edizioni la quota massima è stata di 31 metri sul livello del mare e la minima di 8, con la partenza a 22 metri. Le difficoltà vere sono altre due, e sono quelle di cui i runner parlano di più: i sanpietrini e le curve strette del centro storico. I tratti in pavé non sono lunghissimi, ma arrivano a sorpresa e sotto i piedi stanchi si fanno sentire. Molti corridori scelgono per Roma una scarpa con un filo di ammortizzazione in più rispetto a quella che userebbero su un percorso liscio.
Una precisazione utile: il tracciato ufficiale dell’edizione viene pubblicato dagli organizzatori nei mesi che precedono la gara e può avere piccole variazioni rispetto all’anno precedente. Partenza e arrivo, invece, sono ormai un punto fermo.
Iscrizioni: nel 2026 è andata esaurita con quattro mesi di anticipo
Questa è la parte in cui vale la pena essere diretti. L’edizione 2026 ha registrato il tutto esaurito con quattro mesi di anticipo rispetto alla data della gara, chiudendo a 36.000 iscritti alla sola maratona. Contando anche la Fun Run del sabato e la staffetta, nell’intero weekend hanno indossato un pettorale oltre 60.000 persone.
Non è un caso isolato: la maratona di Roma è passata dagli 8.000 iscritti del 2021 ai 36.000 del 2026, ed è oggi tra le prime dieci maratone al mondo per partecipazione. Nel 2026 il 75% dei partecipanti arrivava dall’estero, da 166 nazioni diverse.
Le iscrizioni per l’edizione 2027 sono già aperte sul sito ufficiale. Se hai in mente di correrla, iscriviti prima e organizza il viaggio dopo: il rischio non è pagare di più, è restare fuori.
Lo stesso ragionamento vale per il dove dormire, e per un motivo che ha poco a che fare con la maratona in sé. Il centro storico di Roma ha un numero di camere limitato per definizione, perché è fatto di palazzi vincolati e non di alberghi nuovi. Quando arrivano in città 36.000 runner con i rispettivi accompagnatori, le strutture nel raggio di un chilometro dalla partenza si esauriscono per prime e molto in anticipo.
Il ritiro del pettorale e l’Expo Village al Circo Massimo
L’Expo Village si tiene al Circo Massimo, a cinquanta metri dalla fermata Circo Massimo della metro B. L’ingresso è libero per tutti, anche per chi non corre.
Nelle ultime edizioni l’Expo ha aperto il giovedì e ha chiuso il ritiro dei pettorali il sabato sera. La domenica l’area resta aperta ai visitatori, ma non per il ritiro. Gli orari precisi del 2027 vengono pubblicati sul sito ufficiale nelle settimane che precedono l’evento: controllali, perché è l’informazione su cui più spesso si sbaglia.
Due regole che l’organizzazione ribadisce ogni anno e che è meglio conoscere prima di partire:
I pettorali non vengono consegnati la mattina della gara e non vengono spediti. Se non li ritiri entro il sabato, non corri.
Per ritirare servono un documento d’identità valido e la lettera di conferma scaricabile dal sito. Se non puoi andare di persona, può farlo qualcun altro presentando anche una delega firmata e il proprio documento.
L’Expo in sé merita un paio d’ore: ci trovi il merchandising ufficiale, gli stand tecnici, spesso qualche presentazione e l’atmosfera che a molti serve per entrare davvero nella gara. Il consiglio è andarci il giovedì o il venerdì, non il sabato pomeriggio quando c’è la coda peggiore. E soprattutto: non passarci tre ore in piedi il giorno prima della maratona.
Dove dormire: il criterio che conta davvero
Quando cerchi un alloggio per una maratona, la domanda giusta non è “quanto costa” e nemmeno “quanto è bello”. È: quanti minuti a piedi ci sono tra il mio letto e la griglia di partenza?
La mattina della gara ti alzi tra le cinque e le sei. Devi fare colazione, vestirti, andare al deposito borse, trovare la tua griglia e restarci fermo al freddo il meno possibile. Ogni passaggio che aggiungi a questa catena — un taxi che non arriva, una metro piena, una strada già transennata — è stress che paghi dopo, sui chilometri.
C’è poi la parte a cui quasi nessuno pensa il giorno prima: il ritorno. Tagli il traguardo al Circo Massimo dopo tre, quattro, cinque ore di corsa. Le gambe non rispondono, hai freddo, sei bagnato di sudore, vuoi solo una doccia. In quel momento, l’unica cosa che conta davvero è quanto è lontano il posto dove dormi. Trecento metri sono una passeggiata. Tre chilometri con la metro sono un’impresa.
Ci sono altri tre dettagli che, in un weekend di maratona, valgono più di qualsiasi stella:
La possibilità di prepararti il caffè in camera. Alle cinque e mezza di domenica mattina a Roma non c’è bar aperto, e le colazioni delle strutture ricettive iniziano quasi sempre troppo tardi per te. Se in camera hai bollitore o macchinetta del caffè, la tua colazione pre-gara te la gestisci come sei abituato, con quello che ti sei portato da casa.
Il late check-out. Se il tuo volo di ritorno è la domenica pomeriggio o sera, avere la camera disponibile qualche ora in più dopo l’arrivo cambia completamente la giornata: doccia, riposo, cambio. Chiedilo al momento della prenotazione, non la domenica mattina.
Il deposito bagagli. Vale in entrata, se arrivi il venerdì presto e la camera non è ancora pronta, e vale soprattutto in uscita, se fai il check-out la domenica mattina prima di correre e vuoi lasciare le valigie in un posto sicuro invece di trascinartele.
Sono tre cose piccole. Insieme, sono la differenza tra un weekend riuscito e un weekend passato a risolvere problemi.
La mattina della gara, ora per ora
Gli orari esatti del 2027 verranno confermati dall’organizzazione, ma la struttura della partenza è ormai consolidata. Nel 2026 si è partiti dai Fori Imperiali a ondate: prima gli atleti in carrozzina e gli spingitori, poi le griglie a seguire a distanza di dieci-quindici minuti l’una dall’altra, dalla TOP-A fino all’ultima. Chi parte dalle griglie finali attraversa la linea di partenza quasi un’ora dopo i primi.
Un ritmo di massima che funziona per quasi tutti:
Tre ore prima della partenza: sveglia e colazione. Mangia quello che mangi sempre prima dei lunghi, non è la mattina giusta per gli esperimenti.
Un’ora e mezza prima: vestizione, numero già fissato la sera precedente, gel e sali nelle tasche.
Un’ora prima: uscita verso la zona di partenza e consegna della borsa al deposito. Considera che ci saranno code e che l’area sarà transennata: entrare da un varco sbagliato può costarti dieci minuti di giro.
Quaranta minuti prima: sei nella tua griglia. Da qui in poi si aspetta, e si aspetta al freddo. Una maglia vecchia o una mantellina usa e getta da abbandonare al momento del via è la soluzione che usano tutti.
Sulla mobilità: la mattina della maratona la metropolitana funziona regolarmente, mentre le linee di superficie nel centro vengono deviate o sospese. Se devi spostarti, la metro è l’unica opzione affidabile. Se non devi spostarti perché dormi a pochi minuti a piedi, hai già vinto la prima gara della giornata.
Il deposito borse e cosa succede dopo il traguardo
Il deposito borse è organizzato dagli organizzatori e funziona con la sacca che ricevi insieme al pettorale: quella e non un’altra. Si consegna nell’area di partenza e si ritira nell’area di arrivo, quindi metti dentro solo quello che ti serve davvero dopo la gara — felpa asciutta, ciabatte, qualcosa da mangiare — e lascia in camera tutto il resto.
Dopo il traguardo al Circo Massimo il percorso è quello classico di ogni grande maratona: medaglia, ristoro, area di defaticamento, ritiro della borsa. Mettici in conto tra i venti e i quaranta minuti prima di essere fuori dall’area riservata agli atleti.
Ed è esattamente qui che si vede la differenza di cui parlavamo prima. Dal Circo Massimo, chi dorme nella zona monumentale è in camera in un quarto d’ora scarso, camminando piano. Chi dorme altrove ha davanti un viaggio.
La cena della sera prima e gli accompagnatori
Regola numero uno per la cena: niente esperimenti. Una cacio e pepe o una pasta al pomodoro semplice risolvono la questione senza tradire il posto in cui sei; carbonara e amatriciana, più pesanti, meglio spostarle a domenica sera come premio finale. A Roma i ristoranti si riempiono dalle 20:00 in poi, e nel weekend della maratona conviene prenotare.
Per chi ti accompagna, i punti migliori per vederti passare sono lungo il Tevere all’altezza dell’Isola Tiberina, la zona di San Pietro e via del Corso; partenza e arrivo, invece, sono transennate e affollatissime. Per il resto della giornata, con il centro chiuso al traffico fino al primo pomeriggio, è una delle domeniche più belle dell’anno per girare Roma a piedi.
Il meteo di marzo e come vestirsi
A metà marzo, a Roma, le temperature si collocano di solito tra i 9 e i 15 gradi, con cielo spesso sereno. Sono condizioni molto buone per correre: fresche alla partenza, tiepide nella seconda metà.
La regola classica funziona anche qui: vestiti come se ci fossero dieci gradi in più di quelli che segna il termometro. Se alla partenza hai caldo, ti sei vestito troppo.
Quello che serve davvero è gestire l’attesa in griglia, che è il momento più freddo di tutta la giornata: sei fermo, magari all’ombra, e possono passare quaranta minuti. Mantellina usa e getta o maglia vecchia da abbandonare al via, e il problema è risolto.
Un dettaglio che a marzo si sottovaluta: se la giornata è limpida, nella seconda metà di gara il sole picchia. Cappellino e crema solare non sono un eccesso.
Domande frequenti sulla maratona di Roma
Quando si corre la maratona di Roma 2027?
La trentaduesima edizione della Acea Run Rome The Marathon si corre domenica 14 marzo 2027, con partenza da via dei Fori Imperiali e arrivo al Circo Massimo. Il sabato precedente, 13 marzo, si corre la Water Fun Run – Saturday 5k, la stracittadina di cinque chilometri aperta a tutti, che parte anch’essa dai Fori Imperiali e arriva dentro il Circo Massimo. Nello stesso weekend si svolge anche la staffetta Acea Run4Rome, che divide i 42,195 chilometri tra quattro frazionisti.
Dove si ritira il pettorale della maratona di Roma?
Il pettorale si ritira all’Expo Village, allestito al Circo Massimo a cinquanta metri dalla fermata Circo Massimo della metro B. Nelle ultime edizioni l’Expo ha aperto il giovedì e ha chiuso il ritiro dei pettorali il sabato sera, restando poi accessibile ai visitatori anche la domenica ma senza possibilità di ritiro. Servono un documento d’identità valido e la lettera di conferma scaricabile dal sito ufficiale. È fondamentale sapere che i pettorali non vengono consegnati la mattina della gara e non vengono spediti: se non li ritiri entro il sabato, non puoi correre. Se non riesci ad andare di persona, può ritirarlo un’altra persona presentando una delega firmata insieme ai documenti.
Dove conviene dormire per la maratona di Roma?
Il criterio più importante è la distanza a piedi dalla zona compresa tra i Fori Imperiali e il Circo Massimo, perché lì si concentrano partenza, arrivo, Expo e deposito borse. Dormire entro un chilometro da quest’area significa raggiungere la griglia camminando la mattina della gara e rientrare a piedi dopo il traguardo, senza dipendere da mezzi pubblici o taxi in una giornata in cui il centro è chiuso al traffico. Contano poi tre servizi specifici: la possibilità di prepararsi il caffè in camera all’alba, quando nessun bar è ancora aperto, il late check-out per chi riparte la domenica pomeriggio, e il deposito bagagli per lasciare le valigie in sicurezza dopo il check-out. Il rione Monti e la zona di via Cavour sono tra le poche aree che soddisfano tutte queste condizioni contemporaneamente.
Quanto prima bisogna prenotare per la maratona di Roma?
Il prima possibile, e non è un modo di dire. L’edizione 2026 ha raggiunto il tutto esaurito delle iscrizioni con quattro mesi di anticipo, chiudendo a 36.000 partecipanti alla sola maratona, con oltre 60.000 pettorali distribuiti nell’intero weekend contando Fun Run e staffetta. Il 75% dei runner arrivava dall’estero, da 166 nazioni. Con questi numeri, le strutture ricettive più vicine alla partenza si esauriscono per prime e con largo anticipo, perché il centro storico di Roma ha un numero di camere strutturalmente limitato. Se hai deciso di correrla, iscriviti e prenota l’alloggio nello stesso momento.
La maratona di Roma è un percorso difficile?
È un percorso mosso ma non impegnativo sul piano altimetrico: nelle ultime edizioni la quota è oscillata tra gli 8 e i 31 metri sul livello del mare. Le due variabili che incidono davvero sono i tratti in sanpietrini del centro storico e le curve strette, che spezzano il ritmo e affaticano i piedi nella seconda metà di gara. Molti runner scelgono per Roma una scarpa leggermente più ammortizzata rispetto a quella che userebbero su un percorso liscio, e mettono in conto qualche secondo al chilometro in più rispetto ai propri riferimenti su tracciati veloci.
Come si muovono gli accompagnatori il giorno della maratona?
A piedi e in metropolitana. Il giorno della gara la metro funziona regolarmente, mentre le linee di superficie nel centro vengono deviate o sospese e gran parte delle strade del centro storico è chiusa al traffico fino al primo pomeriggio. I punti migliori per vedere passare i corridori sono il Lungotevere all’altezza dell’Isola Tiberina, la zona di San Pietro e via del Corso, mentre le aree di partenza e arrivo sono transennate e molto affollate. Per il resto è una delle domeniche più piacevoli dell’anno per visitare il centro a piedi, con l’unica accortezza di mettere in conto qualche attesa agli attraversamenti.
Dormire a quattrocento metri dalla griglia di partenza
Se sei arrivato fin qui, il punto ti sarà chiaro: per questa maratona, dove dormi non è un dettaglio organizzativo. È la variabile che determina come vivrai le ventiquattro ore intorno alla gara.
The Roman Empire Guesthouse si trova al numero 275 di via Cavour, nel rione Monti, e la sua posizione racconta bene questa storia: i Fori Imperiali, dove si allineano le griglie, sono a quattrocento metri. Il Colosseo a quattrocentocinquanta. Il Circo Massimo, dove si taglia il traguardo e dove si ritira il pettorale all’Expo, a circa novecento metri di camminata.
Significa che la domenica mattina esci di casa a piedi e in cinque minuti sei nella tua griglia. E significa soprattutto che, quando hai finito, torni indietro camminando piano lungo via Cavour, con la medaglia al collo, senza dover prendere nulla.
Le cinque camere della guest house — intitolate a cinque donne della Roma antica, da Rea Silvia a Cleopatra — hanno soffitti alti, insonorizzazione, aria condizionata indipendente e, dettaglio che per un runner conta più di quanto sembri, bollitore o macchina del caffè in camera: la colazione delle cinque e mezza te la prepari da solo, come sei abituato a fare prima dei lunghi.
Su richiesta sono disponibili il late check-out e il deposito bagagli, i due servizi che fanno la differenza il giorno della gara, e per chi arriva in aereo c’è un servizio di transfer privato da e per aeroporti e stazioni.
Prenotando direttamente dal sito hai il miglior prezzo garantito e la migliore politica di cancellazione, oltre a un’accoglienza che a Roma è ancora fatta di persone e non di codici numerici su una tastiera.
Se stai pensando alla maratona del 14 marzo 2027, il consiglio è quello di sempre: prima l’iscrizione, poi la camera, e possibilmente nella stessa settimana.